CIRCOLARE n. 10/2025 – REGIONE VENETO: INDIVIDUATE LE AREE PRIORITARIE PER IL RISCHIO RADON
Il Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101 s.m.i. (Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti) prevede fra l’altro che l’esercente completi le misurazioni della concentrazione media annua di attività di radon in aria entro ventiquattro mesi in particolare:
- nei luoghi di lavoro sotterranei;
- in specifiche tipologie di luoghi di lavoro identificate nel Piano nazionale d’azione per il radon;
- negli stabilimenti termali.
Le misurazioni dovranno essere eseguite anche nei luoghi di lavoro in locali semi-sotterranei o situati al piano terra, localizzati in zone ben individuate dette aree prioritarie dalle Regioni, entro 18 mesi dopo l’individuazione di tali aree prioritarie. Il monitoraggio avrà durata di dodici mesi.
Per i luoghi di lavoro il livello di riferimento, espresso in termini di valore medio annuo della concentrazione di radon in aria, è di 300 Bq/m3 (art. 12 p.to 1 lettera c). Superato tale valore, scattano alcuni obblighi per il Datore di Lavoro.
NOVITA’ (REGIONE VENETO)
Recentemente la Regione Veneto, ha pubblicato con Deliberazione della giunta regionale 464 del 02/05/2025 le aree prioritarie per il rischio Radon….